Dallo Spending Review al "No Spending"

È la nuova forma della definitiva riforma della pubblica amministrazione, un primo taglio di 13 miliardi in due anni che costerà posti di lavoro, prestazioni e diritti individuali e collettivi, un ulteriore passo verso la nuova forma stato neoliberista subordinato alla libertà di impresa come ideologia dominante.

L’attacco alla spesa pubblica, ammantato di populismo, nasconde in realtà l’obiettivo vero didestrutturazione della pubblica amministrazione, di abbattimento dei livelli di occupazione del pubblicoimpiego, della modifica progressiva della forma stato. Non serve per abbattere il debito, non rilancial’economia reale, non riduce la pressione fiscale, anzi viene utilizzato per far dimenticare il peso delletasse e distogliere l’attenzione verso la macchina statale individuata come spreco. La delazione di massaincentivata ha la stessa dimensione di una nemesi sociale che rincorre la distruzione di tutto ciò cheappare come garantito e odiosamente protetto. L’intervento pubblico immaginato unicamente come fontedi spreco e corruzione diventa il responsabile della propria nuova condizione sociale ed economica. Tantoil nuovo modello sociale non ha bisogno di una pubblica amministrazione efficace nello svolgere ilproprio ruolo di regolatore delle relazioni sociali che sono destinate ad essere totalmente subordinate allalibertà di impresa.

La stessa polemica sui tecnici che chiamano altri tecnici è fuorviante e fortemente compromessa nelsostegno a questo governo. L’individuazione di commissari al di fuori del governo ha la funzione diliberare la loro azione dai freni dei partiti della cosiddetta maggioranza costretti a fare le bizzeogniqualvolta viene toccata la loro base elettorale. Attraverso i commissari si porta fuori dall’azione delgoverno un’operazione che si rivelerà devastante per la pubblica amministrazione e non solo. Ilgovernatore Monti si è costruito un direttorio personale che risponde solo a lui e riafferma il ruolo di purarappresentazione esercitato dal consiglio dei ministri i cui componenti agiscono come corte imperiale delsovrano. Ma il direttorio non si occupa solo del piano di rivisitazione della spesa pubblica e basta, entranel merito degli aiuti alle imprese, contrabbandati come elementi per la crescita, e nel merito della vita,attività e ruolo di partiti politici e sindacati attraverso la regolamentazione dei flussi economici afferenti.Non è un caso che i tagli alla spesa non saranno lineari, come di solito, ma mirati, vale a dire che ilgoverno decide dove e come tagliare di volta in volta in funzione del proprio progetto di riforma sociale.È un caso che questi stessi elementi siano contemplati già nel Piano di Rinascita Democratica della P2 ?

In che cosa il piano di rinascita democratica differisce dalle lettere della BCE e di Berlusconi alla UE senon per le cose già realizzate ?

Gli stessi commissari proposti sono un elemento di chiara volontà di colpire elementi della spesa pubblicache hanno anche un risvolto sociale di spessore, in piena continuità con i piani internazionali che la P2aveva, anche in italiano maldestro, adattato al nostro paese.

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04 luglio 2012
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