Un appello contro le sanzioni e il blocco economico a Cuba e al Venezuela consegnato al Papa dal professor Vasapollo. Francesco: “pregherò per voi e per la pace”

All’indomani della decisione dell’Unione Europea di inasprire le sanzioni contro il Venezuela e a pochi giorni dal voto – di segno opposto – dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che ha condannato, per l’ennesima volta, con 189 voti a favore e due soli contrari, il blocco statunitense contro Cuba, con una deliberazione destinata però ad infrangersi con il veto Usa, è stato consegnato a Papa Francesco un appello contro le sanzioni e il blocco economico a Cuba e al Venezuela. A portarlo al Pontefice è stato l’economista Luciano Vasapollo, che ha incontrato Francesco dopo l’Udienza Generale per informarlo riguardo alla III Giornata Viroche celebrata ieri all’Università La Sapienza di Roma, nel cui ambito Vasapollo ha la delega per i rapporti con l’America Latina.

Il Convegno – al quale hanno partecipato le autorità accademiche e oltre 200 studenti – ha ripercorso la tragedia del parroco ucciso nell’ottobre 2016 in Argentina per aver difeso i suoi giovani dalla droga e dalla tratta, ed ha contestualizzato questo episodio nel quadro dell’America Latina ferita dalle ingiustizie e dalle prevaricazioni, con una riflessione sui Sud del mondo e la figura di San Oscar Arnufo Romero proposta dal presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo. Nel suo intervento, in qualità di delegato del rettore della Sapienza, il professor Vasapollo ha ricordato che i governi di tutto il mondo hanno ribadito l’inaccettabilità, sul piano del diritto internazionale, del blocco economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti d’America contro Cuba, e sottolineato come il Venezuela abbia espresso democraticamente la propria volontà di autonomia con un voto internazionalmente certificato, che le sanzioni vorrebbero sovvertire.

Con il messaggio-appello contro sanzioni e blocco economico, il delegato del rettore della Sapienza per i rapporti internazionali con l’America Latina, che è in partenza per una missione di studio a Caracas incentrata sulle riforme economiche in atto in Venezuela per uscire dalla crisi, ha consegnato al Papa anche “una ricerca sulle fake news che servono a denigrare paesi che difendono la propria legittima autonomia”. “Le chiedo una parola di pace per questi popoli che cercano solo l’autodeterminazione con le loro democrazie economiche e politiche. Nel rispetto delle loro carte costituzionali”, ha detto al Papa.
“Pregherò per voi, le sono vicino professore, pregherò per la pace in Venezuela”, ha replicato Francesco al quale il professore ha poi espresso gratitudine per l’attenzione e il sostegno spirituale, affidando al nostro quotidiano on line la propria soddisfazione per lo scambio con il Papa in piazza San Pietro.

All’incontro in piazza San Pietro ha partecipato anche un altro relatore alla III Giornata Viroche promossa da FarodiRoma, il prete di strada Ermanno D’Onofrio, impegnato a Frosinone sulle medesime frontiere che hanno visto il sacrificio di Juan Viroche. “Grazie A te e a questa opera. Bravo non mollare mai!”, gli ha detto Papa Francesco. Il sacerdote ha replicato: “Santità i poveri sono la mia forza e stare con loro è un privilegio. Grazie a lei e al suo ministero e grazie a tutti i testimoni della Chiesa. Ieri siamo stati al Convegno su padre Juan Viroche, ucciso, e mi si è scaldato il cuore”.

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