LA LUMACA NELLA TERRA DEI SUD Conversando con Luciano Vasapollo

“Quasi tutte le lumache più vecchie intrapresero lentamente, molto lentamente, il ritorno alla pianta di calicanto, mentre le più giovani rivolsero i loro cornini con gli occhi verso Ribelle. «È vero che non sono sicura di trovare il nuovo Paese del Dente

Nel lungo percorso di migliaia di contadini, che dalle campagne assolate del Sud si erano fatti operai nelle fabbriche del triangolo industriale, Vasapollo riconosce la genesi del suo percorso esistenziale e politi- co. Un percorso basato su una perdita, sul trauma del passaggio dallo stato di natura (se mai sia esistito) allo stato di cultura, non vissuto direttamente eppure respirato, sofferto, inciso nella pelle e nel sangue sin dalla nascita.....

Uno sviluppo equilibrato e solidale, che si oppone allo sviluppismo capitalista fondato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. In queste esperienze le economie locali, che valorizzano saperi e stili di vita, risultano fondamentali per aggirare la logica sistemica imposta dal capitalismo globale. Le econo- mie locali sfruttano manodopera locale, risorse naturali e umane del luogo, evitano alle merci di viaggiare per migliaia di chilometri e, soprattutto, ridi- stribuiscono le ricchezze che producono. Non è una scoperta nuova: sono millenni che le popolazioni originarie (permettetemi di chiamare così, con un neologismo caro al presidente Morales, anche i miei calabresi di Terra Margia!) sanno che bisogna aiutare il mondo, la natura, le nostre risorse a sopravvivere alla depredazione dell’uomo. Quando vediamo un contadino piantare un albero perché gli è nato un figlio maschio, quando risparmia dalla macellazione le vacche o il maiale, pensando che dovranno procrea- re; quando pianta alberi che non vedrà mai fruttificare, come il noce nero, pensa alle generazioni future e compie un gesto utile a preservare la terra e le sue ricchezze per i figli.

Questo modo di stare al mondo, che è antico come gli uomini ed ha comin- ciato a scricchiolare solo con l’avvento dell’industrialismo, si è trasformato consapevolmente in un modello di sviluppo alternativo che si articola in una serie di innumerevoli esperienze sparse nei paesi democratici e popola- ri dell’area caraibica e dell’America Latina.

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