“L’Alba Euro-Afro Mediterranea per rompere la gabbia della UE e costruire la nuova futura umanità”. Vasapollo rilancia la sfida

Articolo in italiano, spagnolo, inglese

A dieci anni dal primo manifesto politico sul tema nel libro “PIGS il risveglio dei maiali” e dopo due anni dal secondo libro “PIGS la vendetta dei maiali” e le tante lotte e iniziative fatte negli anni dal sindacalismo conflittuale e i movimenti politico sociali della sinistra radicale d’alternativa, il prof. Luciano Vasapollo, economista docente alla Sapienza e militante marxista, ha rilanciato in un intervento in videoconferenza, “la sfida per difendere i lavoratori dal massacro sociale”. “La sfida – ha spiegato – è quella della democrazia; non si tratta di vedere nelle forme democratiche liberali e borghesi la fine della storia, ma di sostituirle con una democrazia partecipativa del pluralismo e della libertà, dell ‘uguaglianza e con uno stato che si ponga finalmente la questione centrale dei diritti sociali, politici ed economici dalla parte della massa degli esclusi, dei subalterni. La sfida, quindi, è quello del multicentrismo internazionalista e del pluriverso culturale in un contesto di contaminazione del’egemonia per un blocco storico gramsciano che si ponga nel cammino della presa del potere democratico di base da parte dei lavoratori e degli sfruttati tutti, nel rispetto delle specificità e delle differenze nell’unità di classe di chi vive del proprio lavoro e del diritto ad un lavoro negato”.

Secondo Vasapollo, “l’obiettivo reale di queste strategie di liberazione deve essere quello di organizzare la coesistenza nella contaminazione dei valori della democrazia economica e politica del lavoro, nella complementarietà, nell’interazione delle comunità del Mediterraneo per definire un quadro di maggior spazio politico e di internazionalismo proletario. Per questo, sono necessarie delle riforme radicali, che possono essere realizzate solo nell’alveo dell’Alba Euro Afro Mediterranea”.

“È dentro di noi la possibilità del cambiamento e di forzare l’orizzonte”, ha sostenuto Vasapollo nel suo intervento alla conferenza dal titolo “Alba EuroMediterranea: l’alternativa possibile per un futuro non scritto”. L’iniziativa, organizzata dalla Rete dei Comunisti e trasmessa sulla pagina facebook di Contropiano, ha avuto tantissime visualizzazioni, a testimonianza di come la crisi profonda che stiamo vivendo richieda delle risposte radicali e di controtendenza. All’evento, ha partecipato anche Alessandro Giannelli, che ha illustrato le proposte della piattaforma Eurostop, sia per la fuoriuscita dal neoliberismo imposto dall’Unione Europea, sia per un’alternativa di sistema che parta da un’alleanza dei popoli del Sud Europa che guardi anche alle realtà dell’Africa mediterranea.

Vasapollo, caposcuola marxista, dirigente della Rete dei Comunisti, e tra i fondatori della Rete degli Intellettuali e Artisti in Difesa dell’Umanità, ha dunque rilanciato con forza il progetto dell’Alba mediterranea, nato dieci anni fa. Questa proposta, ha spiegato l’economista, “viene da lontano e ha attraversato un percorso fatto di grandi dibattiti e di lotte”. Infatti, la crisi approfondita, ma non determinata, dall’emergenza sanitaria del coronavirus, ha messo in evidenza come sia necessaria la rottura della gabbia dell’Unione Europea. Una rottura, ha sottolineato Vasapollo, che deve partire da sinistra, dagli esclusi e dai subalterni e che oggi più che mai è assolutamente praticabile. Infatti, quello dell’Alba mediterranea è un programma funzionale a dirigere questa fase di transizione favorendo un’alternativa di sistema, di cui non si può fare assolutamente a meno.

All’inizio del suo intervento, Vasapollo ha voluto ricordare “non tanto lo scrittore, ma il ribelle, il rivoluzionario e il guerrigliero Luis Sepulveda” che questi giorni “ci ha lasciato fisicamente”. Leggendo un racconto del grandissimo scrittore cileno, “Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza”, Vasapollo ha sottolineato come esso sia una bellissima metafora del percorso di lotta che ha animato e anima il progetto dell’Alba: “Scappiamo, scappiamo – esclamarono le lumache più giovani”- ha narrato l’economista – “e lentamente, molto lentamente iniziarono la discesa. Una volta di ritorno sotto le foglie del calicanto tutte le lumache guardarono con rispetto la compagna che le aveva avvertite del pericolo e le dicono: ‘avevi ragione, hai imparato molto nel tuo viaggio e dovrai guidarci nell’esodo. Prima di partire, avevi detto che non saresti tornata senza un nome; l’hai ottenuto?’ ‘L’hai detto tu prima di salire sui rami. Ribelle, è così che mi chiamo! È il nome che mi ha dato memoria!’ ” In questo racconto, ha spiegato Vasapollo, “memoria”, rappresentata dalla tartaruga, simboleggia la memoria storica. “Ribelle” è altresì “il processo rivoluzionario, lento ma inesorabile”. “Il dove andremo”, invece, “lo spiega il gufo, che rappresenta la saggezza”. Dunque, da questo racconto, Vasapollo ha preso spunto per parlare “di un esodo, di un processo di liberazione ragionato ovvero di un distacco , come diceva Samir Amin , un’uscita. L’uscita dall’Unione Europea”.

Innanzitutto, l’economista e dirigente rivoluzionario ha voluto esporre le ragioni della crisi: quest’ultima è una crisi sistemica, nata negli anni 70 come crisi di sovrapproduzione. Questo ha determinato la formazione di un sistema monetario funzionale alla finanziarizzazione dell’economia, un sotterfugio per mantenere alti i profitti del capitale privato. Tuttavia, con la venuta meno degli accordi di Bretton Woods, questo processo si è intensificato e insieme al dollaro si sono aggiunte altre monete. Come ha spiegato Vasapollo, “la composizione delle riserve monetarie è cambiata tantissimo negli ultimi anni: al dollaro e all’euro si è aggiunto lo yuan cinese”. Tuttavia, dobbiamo chiederci che ruolo gioca l’euro in questo processo di finanziarizzazione; l’euro, ha ribadito Vasapollo, è importantissimo per quella che è la competizione interimperialistica, a cui anche i paesi del Nord Europa partecipano.

Ma “applicare la stessa moneta in un contesto, nel quale in alcuni paesi l’accumulazione del capitale è fondata sull’esportazione e in altri paesi, invece, è fondata sull’importazione, fa sì che la politica monetaria non è in grado assolutamente di conciliare le priorità di alcuni, come per esempio la Germania, l’Olanda, la Finlandia ecc., che necessitano di una moneta stabile così di avere un’accumulazione sul lungo termine basata sull’export, e di altri paesi, che invece hanno bisogno di svalutazioni periodiche per facilitare l’aggiustamento interno e parliamo dell’Italia e dei PIGS”. Questa politica fondata sull’euro, infatti, ha sottolineato Vasapollo, tutela gli interessi dei più forti a scapito dei più deboli, “ossia la periferia mediterranea e l’est europeo”. Un altro tema, di cui ha parlato l’economista, è stato quello del ricatto del debito pubblico ed estero con L uso politico dei titoli pubblici, svelando un meccanismo che spesso viene sottaciuto e non evidenziato; “la BCE ha deciso che i titoli sovrani debbano avere un valore più alto in rapporto a quanto si sia potuto ridurre il debito pubblico, a costo di emettere moneta, per avere titoli collaterali quando le banchi centrali chiedono liquidità”.

In questa chiave, paesi “come l’Olanda, o paesi similari, hanno praticato una politica di riduzione del debito pubblico a scapito del debito privato perché gli conveniva. Infatti, la distruzione del pubblico ha portato al fatto che oggi, in Olanda ma anche in Germania, i fondi pensione privati diano una rendita maggiore che i fondi pubblici per la previdenza”. Proprio per questo, ha ribadito Vasapollo, “andare a elemosinare al tavolo dei potenti serve a poco, perché i titoli del debito del Sud d’Europa sono quelli maggiormente desiderati dai fondi pensione e sono i fondi pensione privati del nord Europa che vogliono i nostri titoli di stato. Nulla è più lontano dalle intenzioni di questi soci dell’euro club che l’indebitamento costi a tutti nella stessa maniera”. Infatti, “non si può permettere assolutamente che si riduca a zero l’interesse che pagano i paesi del mediterraneo perché una parte delle nostre imposte, delle nostre tasse dei lavoratori, attraverso il servizio del debito, deve essere utilizzato per pagare le pensioni dei pensionati dei paesi del nord. Questo è estremamente importante non per una guerra fra pensionati”, ha spiegato Vasapollo, ma per comprendere quale sia la realtà, al di là degli europeisti di maniera. Infatti, il nord Europa e la Germania vogliono avere un ruolo chiave nell’alveo del conflitto interimperialistico e, pertanto, “l’unificazione della politica monetaria” piuttosto che alle esigenze delle persone “serve essenzialmente per subordinare la dinamica di accumulazione dei paesi periferici del Sud alla divisione del lavoro imposta dai paesi nordici, dalla borghesia transnazionale europea”.

“Ne segue”, dunque, ha aggiunto Vasapollo, “che i PIGS vengono ridotti talora a riserve agricole, talora a riserve di servizi turistici oppure a riserve di servizi a basso valore aggiunto, come i servizi residenziali”. Tutti i paesi della periferia mediterranea sono pertanto sottomessi a processi di deindustrializzazione. Questo determina che, ha spiegato l’economista e militante rivoluzionario, anche una prospettiva keynesiana “non ha più possibilità” perché quello che era il ruolo espansivo dello stato è stato alienato a favore delle dinamiche di accumulazione finanziaria decise dai paesi del nord Europa. Infatti “la Germania ha trasformato la crisi bancaria in crisi del debito pubblico costringendo gli altri paesi a utilizzare la tassazione e le imposte dei lavoratori per ripulire e ossigenare il sistema finanziario privato”. In tal modo, ha sottolineato Vasapollo, la Germania, insieme agli altri paesi nordici, “si è assicurata che le entrate delle tasse, in primis quelle che gravano sul fattore lavoro, fossero orientate a pagare i debiti commerciali delle banche tedesche”. Tutto questo “a costo di ridurre i servizi pubblici, le pensioni, la sanità” e questo, ha spiegato l’economista, è più evidente con la tremenda epidemia del nuovo coronavirus che stiamo vivendo. “Si è trattato di una gigantesca operazione a favore delle banche e del sistema bancario e a favore delle imprese, non le piccole, ma medio grandi, per trasformare il debito privato in debito pubblico, portando il capitale in una crisi più grave: da crisi economica dei debiti privati” si è arrivati a “crisi del debito pubblico sovrano”.

Inoltre, “le banche e la finanza sottraggono risorse agli investimenti produttivi industriali”. Questo determina non solo un aggravio della situazione per i precari, i disoccupati e i lavoratori, che “escono massacrati da questa crisi, ma anche per i piccoli imprenditori, artigiani e commercianti che saranno costretti a chiudere le loro attività”. Questo processo di deindustrializzazione, favorito dalle politiche monetarie europee, colpisce e colpirà soprattutto loro. Siamo di fronte alla trasformazione “dei piccoli risparmiatori in consumatori indebitati attraverso il ricorso alle mille forme del debito”, ha sottolineato Vasapollo. Siamo di fronte ad una “distribuzione del valore aggiunto nelle rendite da capitale, medio e grande, alla trasformazione dei profitti in rendite che disincentiva di fatto la propensione globale all’investimento produttivo”. “Il problema rappresentato dall’euro”, inoltre, “mette in evidenza l’aggravamento dell’assenza di una politica di impulso espansivo dell’economia”.

Quindi, ha ribadito Vasapollo, “non è pensabile che si possa riprendere una politica espansiva nell’alveo dei trattati comunitari vigenti”. Al contrario, “l’interventismo dello stato sarà al servizio del grande capitale privato, condizionando il mercato, sia attraverso l’assegnazione privata delle risorse oppure attraverso quelli che sono i settori portanti, come quello militare”. L’interventismo statale, infatti, di cui Vasapollo ha evidenziato la nuova fase a livello internazionale, possiede si un carattere protezionistico, “ma di un protezionismo che le ideologie nazionaliste auspicano per un aumento degli investimenti militari”. “La guerra dei dazi”, infatti, “che è diventata esplicita dal 2018, evidenzia chiaramente questo aumento della tensione internazionale, con un ricorso sia al protezionismo sia allo statalismo del privato”.

In questa fase, ha aggiunto Vasapollo, tremendamente segnata dall’emergenza coronavirus, ci sarebbe bisogno invece di un protezionismo solidale per rilanciare una politica industriale “al servizio del popolo”. Non si tratta di fare rivoluzioni, ha spiegato l’economista, ma di richiamarsi ai diritti ventali e portanti della nostra alla costituzione.

Tuttavia, questa situazione della deindustrializzazione “pone i PIGS in una nuova fase della divisione internazionale del lavoro e nell’affermazione di una nuova filiera della produzione del valore. Dall’epifenomeno della crisi del 2007, si mette in evidenza che l’unico obiettivo è stato il salvataggio del sistema finanziario e bancario, innalzando, da un lato, il deficit dei paesi del sud del mediterraneo, dall’altro, disincentivando gli investimenti produttivi”. L’Europa, ha spiegato Vasapollo, con il controllo del sistema monetario , dell’emissione di valuta, determina un contesto in cui l’obiettivo principale per i grandi capitalisti è quello di “catturare le rendite finanziarie”.

Al termine del suo intervento, dopo aver analizzato spietatamente questa situazione, Vasapollo ha enucleato quelle che possono rappresentare, soprattutto in questa fase di crollo, delle valide alternative. Innanzitutto, l’economista si è chiesto se fosse ancora possibile prendere in considerazione “delle vie di riformismo keynesiano”. Sebbene “ci siano anche delle proposte oneste, come quella di sostenere i consumi, di rilancio keynesiano della domanda, di valorizzazione dei capitali interni, limitando l’acquisizione capitali stranieri”, tutto questo, ha spiegato Vasapollo, non è sufficiente, nonostante sia assolutamente indispensabile, la classica condizione sine qua non, incentivare l’intervento pubblico dello stato nel sistema economico. Questo perché, ha aggiunto, le domande che ci si deve porre sono altre; quali sono gli interessi da tutelare? Di quale crescita bisogna parlare? Come si possono colmare le disuguaglianze e i deficit distributivi?

Per risolvere questo problema, ha spiegato Vasapollo, è assolutamente necessario parlare di riforme radicali; bisogna mettere all’ordine del giorno una politica di nazionalizzazione della banca centrale , di parte del sistema bancario e degli asset produttivi strategici e far ripartire “una dinamica di accumulazione in favore del lavoro”. Non bisogna esimersi dal guardare a esperienze che hanno impostato il rapporto fra uomo e economia in chiave alternativa. Vasapollo ha ricordato la NEP, attraverso cui Lenin “ha posto le relazioni con il mercato ma con al centro il problema dell’accumulazione a favore del settore pubblico”. Tuttavia, “anche i fallimenti sono stati definiti come percorsi per una migliore pianificazione”. “La situazione attuale della periferia mediterranea può avere una base di sviluppo in grado di convivere con il mercato a patto che non si perda la centralità della gestione pubblica”. Vasapollo ha elencato anche altri “esperimenti” e “esempi” di pianificazione, che hanno avuto successi straordinari, come quelli dell’ Alba in America Latina , e le esperienze della transizione socialista di Cuba e della Cina.

Un altro tema, che è stato al centro dell’appello di Vasapollo, è stato quello della soggettività politica, che lo studioso ha individuato nella capacità di dirigere politicamente un “nuovo blocco sociale, che raggruppi gramscianamente tutti i subalterni, per costruire una nuova egemonia”. Solo questo nuovo blocco sociale, cui partecipino tutti gli esclusi dalla finanziarizzazione e dalle barbarie capitalista, che si declini in blocco storico che potrà favorire il processo di costruzione dell’Alba mediterranea. Per mettere in pratica questa transizione, tuttavia, ha spiegato Vasapollo, sarà necessario ripartire dall’esempio concreto di Cuba , e di tutti quei paesi che si sono sottratti alla dittatura dell’euro e del dollaro. “Bypassando queste monete imperiali, queste realtà, come l’Iran, la Russia, la Cina e il Venezuela, oltre Cuba, hanno allentato la pressione del capitale transnazionale e non solo finanziario, che vuole controllare la politica globale”.

Vasapollo ha fatto esplicito riferimento ad abbattere tutti i blocchi e alle sanzioni, contro Cuba , Venezuela ,Palestina, Iran , quelli che L ‘ impero chiama stati canaglia solo perché vogliono autodeterminarsi fuori dalle logiche del dominio imperiale , dalle politiche di guerra a tutti gli effetti. “Bisogna, inoltre”, ha aggiunto, “ripensare completamente il sistema monetario di pagamento, il quale, piuttosto che su valori di massacro sociale incentrato sui principifinanziari, si dovrebbe basare su valori politico sociali; ossia i valori della produzione socio – eco compatibile , le produzioni ad utilità sociale , L ‘ accumulazione a favore dei lavoratori , la reciprocità, della cooperazione e della solidarietà, complementarietà , i quali non posseggono vuoti aspetti retorici e umanistici, ma rappresentano obiettivi per utilizzare le risorse dei diversi paesi per attenuare con la cooperazione solidale e complementarità socio – produttiva gli squilibri esistenti”.

Oggi, ha concluso Vasapollo, siamo nelle condizioni di presentare un programma politico economico alternativo concreto. L’emersione di un contesto più democratico dell’unipolarismo, in un nuovo ed equilibrato multicentrismo solidale , pone le condizioni oggettive per il costituirsi dell’Alba Euro Afro Mediterranea. Guardando a quei modelli che hanno messo in pratica esperimenti con connotati antimperialistici e di complementarietà attiva , si può, ha detto l’economista, mettere all’ordine del giorno la rottura della gabbia. Un sistema alternativo all’euro non è tanto auspicabile, ma assolutamente necessario è possibile

Inoltre, ha aggiunto Vasapollo, esiste una questione di sostenibilità eco/sociale che non può essere più rimandata come ci dimostra la crisi sociale e sanitaria che si associa all’epidemia del coronavirus . Il conflitto capitale/ambiente mette in evidenza la fragilità e l’irrazionalità del nostro sistema di accumulazione. “La natura si ribella contro la barbarie del profitto e del mercato senza alcuna regolamentazione da parte dello stato”. Chiunque si ponga in una prospettiva seria deve rendersi conto che se non si mette in discussione il quadro d’accumulazione capitalistico non se ne esce. “Non se ne può uscire”. “Per difendere i subalterni, per difendere i lavoratori, bisogna mettere in profonda discussione i parametri imposti dall’Unione Europea neoliberista e imperialista . È essenziale recuperare spazi di sovranità popolare”. Tuttavia, per far ciò, ha concluso Vasapollo, bisogna trascendere dall’economicismo “con la forza dirompente della lotta di classe. Sviluppare la democrazia partecipativa, sfidare le logiche del mercato con gli esempi viventi della pianificazione e dell’economia al servizio del popolo”.

Pertanto, il progetto dell’Alba Euro Mediterranea, a cui Vasapollo piace aggiungere l’aggettivo di Afro per ricordare l’importanza dei nostri fratelli africani in questo processo, si deve porre il problema della “transizione verso un’economia pubblica con elementi di mercato”. Un’economia “con” il mercato e non un’economia “per” il mercato e che da subito di orienti ai processi di transizione verso il socialismo . Se si vuole far questo, ha aggiunto, “nessuna mediazione con il sistema dell’euro è pensabile”. “I paesi del Sud del mediterraneo si devono porre su un altro terreno che e ‘ quello dell abbandono della azienda mondo come diceva il caro Hosea Jaffe ”. È necessario, dunque, nazionalizzare le banche e rompere con la logica del capitale finanziario, sottoponendo l’economia a l’unico criterio valido: quello della economia pubblica con sostenibilità sociale e ecologica. Tutto questo si potrà realizzare, ha concluso Vasapollo, impedendo la fuga dei capitali e nazionalizzando i settori strategici.

“Gli dicono le altre lumache al “ribelle”; ‘hai mantenuto la parola, c’hai portato nella terra del dente di leone’, ha concluso Vasapollo leggendo la favola di Sepulveda. “Si. Risponde. In realtà la terra di leone”, che potrebbe significare la nuova Alba Mediterranea, “è dentro di noi”.

Nazareno Galiè

 

"El Alba Euro-Afro Mediterránea para romper la jaula de la UE y construir la nueva humanidad futura". Vasapollo relanza el desafío

 

Diez años después del primer manifiesto político sobre el tema en el libro "PIGS el despertar de los cerdos" y dos años después del segundo libro "PIGS la venganza de los cerdos" y las muchas luchas e iniciativas realizadas en los años por el sindicalismo conflictivo y los movimientos políticos sociales de la izquierda radical de alternativa, el Prof. Luciano Vasapollo, economista docente a la Sapienza y militante marxista, ha relanzado en una intervención en videoconferencia, "el desafío de defender a los trabajadores de la masacre social". "El desafío - explicó - es el de la democracia; no se trata de ver en las formas democráticas liberales y burguesas el final de la historia, sino de substituirlas por una democracia participativa del pluralismo y de la libertad, de la igualdad y con un Estado que se plantee por fin la cuestión central de los derechos sociales, políticos y económicos del lado de la masa de los excluidos, de los subalternos. El desafío, pues, es el del multicentrismo internacionalista y el pluriverso cultural en un contexto de contaminación de la hegemonía por un bloque histórico gramsciano que se ponga en el camino de la toma del poder democrático de base por parte de los trabajadores y explotados todos, respetando las especificidades y las diferencias en la unidad de clase de quienes viven de su trabajo y del derecho a un trabajo denegado".

Según Vasapollo, "el objetivo real de estas estrategias de liberación debe ser organizar la coexistencia en la contaminación de los valores de la democracia económica y política del trabajo, en la complementariedad, en la interacción de las comunidades del Mediterráneo para definir un marco de mayor espacio político y de internacionalismo proletario. Para ello, son necesarias reformas radicales, que sólo pueden realizarse en el cauce del Alba Euro Afro Mediterranea"

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"Dentro de nosotros está la posibilidad del cambio y de forzar el horizonte", ha sostenido Vasapollo en su intervención en la conferencia titulada "Alba Euromediterránea: la alternativa posible para un futuro no escrito". La iniciativa, organizada por la Rete dei Comunisti y transmitida en la página facebook de Contropiano, ha tenido muchísimas visualizaciones, como testimonio de cómo la crisis profunda que estamos viviendo requiere respuestas radicales y de contrartendencia. al acontecimiento, participó incluso a Alessandro Giannelli, que ilustró las propuestas de la plataforma Eurostop, o sea para la salida del neoliberalismo impuesto de la Unión Europea, tanto por una alternativa de sistema que parta de una alianza de los pueblos de Sudáfrica que mire también a las realidades del África mediterránea.


Vasapolo, jefe de escuela marxista, dirigente de la Rete dei Comunisti y entre los fundadores de la Red de Intelectuales y Artistas en Defensa de la Humanidad, ha relanzado con fuerza el proyecto del Alba mediterránea, nacido hace diez años. Esta propuesta, explicó el economista, "viene de lejos y ha recorrido un camino de grandes debates y luchas". En efecto, la crisis profunda, pero no determinada, de la emergencia sanitaria del coronavirus, ha puesto de manifiesto la necesidad de romper la jaula de la Unión Europea. Una ruptura, destacó Vasapollo, que debe partir de la izquierda, de los excluidos y de los subalternos y que hoy más que nunca es absolutamente practicable. En efecto, el de la Alba mediterránea es un programa funcional que dirige esta fase de transición favoreciendo una alternativa de sistema, de la que no se puede prescindir absolutamente.

Al principio de su intervención, Vasapolo quiso recordar "no tanto al escritor, sino al rebelde, al revolucionario y al guerrillero Luis Sepulveda" que estos días "nos ha dejado físicamente". Leyendo un relato del grandísimo escritor chileno, "Historia de un caracol que descubrió la importancia de la lentitud", Vasapolo destacó que es una hermosa metáfora del recorrido de lucha que animó y anima el proyecto del Alba: "Huimos, huimos - exclamaron los caracoles más jóvenes"- contó el economista - "y lentamente, muy lentamente comenzaron el descenso. Una vez de vuelta bajo las hojas del calicanto todos los caracoles miraron con respeto a la compañera que les había advertido del peligro y le dijeron: 'Tenías razón, has aprendido mucho en tu viaje y tendrás que guiarnos en el éxodo. Antes de irte, dijiste que no volverías sin un nombre, ¿lo conseguiste? Lo dijiste antes de subir a las ramas. ¡Rebelde, así me llamo! ¡Es el nombre que me ha dado memoria! ' " En esta historia, explicó Vasapollo, "memoria", representada por la tortuga, simboliza la memoria histórica. "Rebelde" es también "el proceso revolucionario, lento pero inexorable". "Donde iremos", en cambio, "lo explica el búho, que representa la sabiduría". De este relato, Vasapollo se inspiró para hablar "de un éxodo, de un proceso de liberación razonado o de un distanciamiento , como decía Samir Amin , una salida. La salida de la Unión Europea".

En primer lugar, el economista y dirigente revolucionario quiso exponer las razones de la crisis: ésta es una crisis sistémica, nacida en los años 70 como crisis de sobreproducción. Esto determinó la formación de un sistema monetario funcional a la financierización de la economía, un subterfugio para mantener altos los beneficios del capital privado. Sin embargo, con la desaparición de los acuerdos de Bretton Woods, este proceso se ha intensificado y, junto con el dólar, se han añadido otras monedas. Como explicó Vasapollo, "la composición de las reservas monetarias ha cambiado mucho en los últimos años: al dólar y al euro se ha añadido el yuan chino". Sin embargo, debemos preguntarnos qué papel desempeña el euro en este proceso de financiarización; el euro, reiteró Vasapollo, es muy importante para lo que es la competencia interimperialista, en la que también participan los países del norte de Europa.

Pero "aplicar la misma moneda en un contexto en el que en algunos países la acumulación del capital se basa en la exportación y en otros se basa en la importación, hace que la política monetaria sea absolutamente incapaz de conciliar las prioridades de algunos, como Alemania, los Países Bajos, Finlandia, etc. que necesitan una moneda estable para tener una acumulación a largo plazo basada en la exportación, y de otros países, que en cambio necesitan devaluaciones periódicas para facilitar el ajuste interno y hablamos de Italia y de los PIGS". En efecto, esta política basada en el euro, destacó Vasapollo, protege los intereses de los más fuertes en detrimento de los más débiles, "es decir, la periferia mediterránea y el este europeo". Otro tema, del que ha hablado el economista, ha sido el del chantaje de la deuda pública y extranjera con el uso político de los títulos públicos, revelando un mecanismo que a menudo se encubre y no se destaca; "El BCE ha decidido que los bonos soberanos deben tener un valor mayor que el de la reducción de la deuda pública, aunque sea a costa de la emisión de dinero, para tener valores colaterales cuando los bancos centrales exigen liquidez".

En esta clave, países "como los Países Bajos, o países similares, han practicado una política de reducción de la deuda pública en detrimento de la deuda privada porque les convenía. En efecto, la destrucción del público ha llevado al hecho de que hoy, en los Países Bajos, pero también en Alemania, los fondos privados de pensiones dan una renta mayor que los fondos públicos de previsión". Precisamente por esto, reiteró Vasapollo, "ir a mendigar a la mesa de los poderosos no sirve de nada, porque los títulos de la deuda del sur de Europa son los más deseados por los fondos de pensiones y son los fondos de pensiones privados del norte de Europa los que quieren nuestros bonos del estado. Nada está más lejos de las intenciones de estos miembros del euro club que el endeudamiento cueste a todos de la misma manera". En efecto, "no se puede permitir en absoluto que se reduzca a cero el interés que pagan los países del Mediterráneo porque una parte de nuestros impuestos, de nuestros impuestos de los trabajadores, a través del servicio de la deuda, debe utilizarse para pagar las pensiones de los pensionistas de los países del norte. Esto es extremadamente importante no para una guerra entre pensionistas", explicó Vasapollo, sino para comprender cuál es la realidad, más allá de los europeístas de manera. En efecto, el norte de Europa y Alemania quieren desempeñar un papel clave en el cauce del conflicto interimperialista y, por tanto, "la unificación de la política monetaria" más que a las necesidades de las personas "sirve esencialmente para subordinar la dinámica de acumulación de los países periféricos del Sur a la división del trabajo impuesta por los países nórdicos, por la burguesía transnacional europea".

"Sigue", añadió Vasapollo, "que los PIGS se reducen a veces a reservas agrícolas, a veces a reservas de servicios turísticos o a reservas de servicios de bajo valor añadido, como los servicios residenciales". Por consiguiente, todos los países de la periferia mediterránea están sometidos a procesos de desindustrialización. Esto determina que, explicó el economista y militante revolucionario, incluso una perspectiva keynesiana "ya no tiene posibilidades" porque lo que era el papel expansivo del Estado se ha alienado en favor de las dinámicas de acumulación financiera decididas por los países del norte de Europa. De hecho, "Alemania ha convertido la crisis bancaria en una crisis de deuda pública, obligando a otros países a utilizar los impuestos y los impuestos de los trabajadores para limpiar y oxigenar el sistema financiero privado". De este modo, destacó Vasapollo, Alemania, junto con los demás países nórdicos, "se aseguró de que los ingresos fiscales, en primer lugar los que gravan el factor trabajo, estuvieran orientados a pagar las deudas comerciales de los bancos alemanes". Todo esto "a costa de reducir los servicios públicos, las pensiones, la sanidad" y esto, explicó el economista, es más evidente con la tremenda epidemia del nuevo coronavirus que estamos viviendo. "Se trató de una operación gigantesca en favor de los bancos y del sistema bancario y en favor de las empresas, no de las pequeñas, pero medianas, para transformar la deuda privada en deuda pública, llevando el capital a una crisis más grave: de la crisis económica de las deudas privadas" se ha llegado a la "crisis de la deuda pública soberana".

Además, "los bancos y las finanzas desvían recursos de las inversiones productivas industriales". Esto no sólo agrava la situación para los precarios, los desempleados y los trabajadores, que "salen masacrados de esta crisis, sino también para los pequeños empresarios, artesanos y comerciantes que se verán obligados a cerrar sus negocios". Este proceso de desindustrialización, favorecido por las políticas monetarias europeas, les afecta y afectará sobre todo a ellos. Estamos ante la transformación "de los pequeños ahorradores en consumidores endeudados a través del recurso a las mil formas de la deuda", destacó Vasapollo. Estamos ante una "distribución del valor añadido en las rentas del capital, media y grande, a la transformación de los beneficios en rentas que desincentiva de hecho la propensión global a la inversión productiva". "El problema del euro", por otra parte, "pone de relieve el agravamiento de la ausencia de una política de impulso expansivo de la economía".


Por lo tanto, reiteró Vasapollo, "no es concebible que se pueda retomar una política expansiva en el cauce de los tratados comunitarios vigentes". Por el contrario, "el intervencionismo del Estado estará al servicio del gran capital privado, condicionando el mercado, ya sea a través de la asignación privada de los recursos o a través de los que son los sectores principales, como el militar". El intervencionismo estatal, en efecto, del que Vasapolo ha evidenciado la nueva fase a nivel internacional, tiene un carácter proteccionista, "pero de un proteccionismo que las ideologías nacionalistas desean para un aumento de las inversiones militares". "La guerra de los aranceles", en efecto, "que se ha hecho explícita desde 2018, evidencia claramente este aumento de la tensión internacional, con un recurso tanto al proteccionismo como al estatalismo del privado".

En esta fase, añadió Vasapollo, tremendamente marcada por la emergencia coronavirus, sería necesario un proteccionismo solidario para relanzar una política industrial "al servicio del pueblo". No se trata de revolucionar, explicó el economista, sino de invocar los derechos ventales y fundamentales de nuestra Constitución.

Sin embargo, esta situación de desindustrialización "sitúa a los PIGS en una nueva fase de la división internacional del trabajo y en la afirmación de un nuevo sector de la producción del valor. Desde el epifenómeno de la crisis de 2007, se pone de relieve que el único objetivo ha sido el rescate del sistema financiero y bancario, elevando, por una parte, el déficit de los países del sur del Mediterráneo, por otra, desincentivando las inversiones productivas". El objetivo principal de los grandes capitalistas es "capturar los rendimientos financieros".


Al final de su intervención, después de haber analizado despiadadamente esta situación, Vasapolo enunció las que pueden representar, sobre todo en esta fase de colapso, buenas alternativas. En primer lugar, el economista se preguntó si todavía era posible considerar "vías de reformismo keynesiano". Aunque "también hay propuestas honestas, como la de apoyar el consumo, de relanzamiento keynesiano de la demanda, de valorización de los capitales internos, limitando la adquisición de capitales extranjeros", todo esto, explicó Vasapollo, no es suficiente, a pesar de ser absolutamente indispensable, la condición clásica sine qua non, incentivar la intervención pública del Estado en el sistema económico. Esto porque, añadió, las preguntas que hay que hacernos son otras; ¿cuáles son los intereses que hay que proteger? ¿De qué crecimiento hay que hablar? ¿Cómo se pueden colmar las desigualdades y los déficits de distribución?

Para resolver este problema, explicó Vasapollo, es absolutamente necesario hablar de reformas radicales; hay que poner en el orden del día una política de nacionalización del banco central, de parte del sistema bancario y de los activos productivos estratégicos y volver a poner en marcha "una dinámica de acumulación en favor del trabajo". No hay que dejar de mirar las experiencias que han colocado la relación entre el hombre y la economía en clave alternativa. Vasapollo se acordó de NEP, a través de la cual Lenin "colocó las relaciones con el mercado pero con en el centro el problema de la acumulación a favor del sector público". Sin embargo, "los fracasos también se han definido como vías para una mejor planificación". "La situación actual de la periferia mediterránea puede tener una base de desarrollo capaz de convivir con el mercado, siempre que no se pierda la centralidad de la gestión pública". Vasapollo enumeró también otros "experimentos" y "ejemplos" de planificación, que tuvieron éxitos extraordinarios, como los de Alba en América Latina , y las experiencias de la transición socialista de Cuba y China.

Otro tema, que ha estado en el centro de la súplica de Vasapollo, ha sido el de la subjetividad política, que el estudioso ha identificado en la capacidad de dirigir político un "nuevo bloque social, que reúna a todos los subordinados, para construir una nueva hegemonía". Sólo este nuevo bloque social, en el que participen todos los excluidos de la financiarización y de la barbarie capitalista, que se decline en bloque histórico que podrá favorecer el proceso de construcción de la Alba mediterránea. Para poner en práctica esta transición, sin embargo, explicó Vasapollo, será necesario retomar el ejemplo concreto de Cuba , y de todos los países que se han sustraído a la dictadura del euro y del dólar. "Pasando por alto estas monedas imperiales, estas realidades, como Irán, Rusia, China y Venezuela, más allá de Cuba, han aliviado la presión del capital transnacional y no sólo financiero, que quiere controlar la política global".


Vasapollo se refirió explícitamente a derribar todos los bloques y a las sanciones contra Cuba , Venezuela, Palestina, Irán , lo que el imperio llama estados canallas sólo porque quieren autodeterminarse fuera de la lógica del dominio imperial , de las políticas de guerra a todos los efectos. "Además, es necesario", añadió, "replantearse completamente el sistema monetario de pago, el cual, más que sobre los valores de masacre social centrada en los principios financieros, debería basarse en valores políticos sociales; es decir, los valores de la producción social - eco compatible , las producciones de utilidad social , La acumulación en favor de los trabajadores , la reciprocidad, la cooperación y la solidaridad, complementariedad , que no poseen vacíos aspectos retóricos y humanistas, pero representan objetivos para utilizar los recursos de los diferentes países para atenuar con la cooperación solidaria y complementariedad socio - productiva los desequilibrios existentes".

Hoy, concluyó Vasapollo, estamos en condiciones de presentar un programa político económico alternativo concreto. La aparición de un contexto más democrático del unipolarismo, en un nuevo y equilibrado multicentrismo solidario, pone las condiciones objetivas para la constitución del Alba Euro Afro Mediterranea. En cuanto a los modelos que han puesto en práctica experimentos con connotaciones antiimperialistas y de complementariedad activa, se puede, dijo el economista, poner en el orden del día la ruptura de la jaula. Un sistema alternativo al euro no es tan deseable, pero es absolutamente necesario.


Además, añadió Vasapollo, existe una cuestión de sostenibilidad eco/social que ya no puede posponerse, como nos demuestra la crisis social y sanitaria que se asocia a la epidemia del coronavirus . El conflicto capital/medio ambiente pone de manifiesto la fragilidad e irracionalidad de nuestro sistema de acumulación. "La naturaleza se rebela contra la barbarie del beneficio y del mercado sin ninguna regulación del Estado". Quien se ponga en una perspectiva seria debe darse cuenta de que si no se pone en tela de juicio el marco de acumulación capitalista no se sale. "No se puede salir". "Para defender a los subordinados, para defender a los trabajadores, hay que cuestionar profundamente los parámetros impuestos por la Unión Europea neoliberal e imperialista . Es esencial recuperar espacios de soberanía popular". Sin embargo, para ello, concluyó Vasapollo, hay que ir más allá del economicismo "con la fuerza destructiva de la lucha de clases. Desarrollar la democracia participativa, desafiar las lógicas del mercado con los ejemplos vivos de la planificación y de la economía al servicio del pueblo".

Por lo tanto, el proyecto del Alba Euro Mediterráneo, al que Vasapolo gusta añadir el adjetivo de Afro para recordar la importancia de nuestros hermanos africanos en este proceso, se debe plantear el problema de la "transición hacia una economía pública con elementos de mercado". Una economía "con" el mercado y no una economía "para" el mercado y que inmediatamente orienta a los procesos de transición hacia el socialismo . Si se quiere hacer esto, añadió, "ninguna mediación con el sistema del euro es imaginable". "Los países del sur del Mediterráneo deben colocarse en otro terreno que es el del abandono de la empresa mundo como decía el querido Hosea Jaffe ". Es necesario, pues, nacionalizar los bancos y romper con la lógica del capital financiero, sometiendo la economía al único criterio válido: el de la economía pública con sostenibilidad social y ecológica. Todo esto se podrá realizar, concluyó Vasapollo, impidiendo la fuga de capitales y nacionalizando los sectores estratégicos.

"Le dicen los otros caracoles al "rebelde"; 'has mantenido la palabra, nos has llevado a la tierra del diente de león', concluyó Vasapollo leyendo la fábula de Sepulveda. "Sí. Responde. En realidad la tierra de león", que podría significar el nuevo amanecer mediterráneo, "está dentro de nosotros".

Nazareno Galiè

 

 

 

“Through Alba Euro-Afro Mediterranean to break the cage of the EU and build the new future humanity". Vasapollo relaunches the challenge

 

Ten years after the first political manifesto on the subject in the book "PIGS the awakening of the pigs" and two years after the second book "PIGS the revenge of the pigs" and the many struggles and initiatives made over the years by the conflicting trade unionism and the political and social movements of the left radical alternative, Luciano Vasapollo, professor of economics at La Sapienza and a Marxist activist, relaunched in a video conference intervention, "the challenge to defend the workers from the social massacre".

“The challenge - he explained - is that of democracy; it is not a question of seeing the end of history in liberal and bourgeois democratic forms, but of replacing them with a participatory democracy of pluralism and freedom, equality and with a state that finally poses the central question of social, political and economic rights on the side of the mass of the excluded, subordinates. The challenge, therefore, is that of internationalist multicentrism and of the cultural pluriverse in a context of contamination of the hegemony for a Gramscian historical bloc that places itself on the path of basic democratic power by workers and exploited all, with respect of the specificities and differences in the class unity of those who live from their work and the right to a denied job ".

According to Vasapollo, "the real objective of these liberation strategies must be to organize coexistence in the contamination of the values of economic and political labor democracy, in complementarity, in the interaction of Mediterranean communities to define a framework of greater political space and proletarian internationalism. For this, radical reforms are needed, which can only be carried out in the riverbed of the Euro Afro Mediterranean Alba".

"Within us is the possibility of change and of forcing the horizon," said Vasapollo in his speech at the conference entitled "Euro-Mediterranean Alba: the possible alternative for an unwritten future". The initiative, organized by the Communist Network and broadcast on Contropiano's Facebook page, has had many views, testifying to how the deep crisis we are experiencing requires radical and countertrend responses. The event was also attended by Alessandro Giannelli, who illustrated the proposals of the Eurostop platform, both for the exit from the neoliberalism imposed by the European Union, and for a system alternative that starts from an alliance of the peoples of Southern Europe that look also at the realities of Mediterranean Africa.

Vasapollo, marxist leader and militant of the Communist Network, and one of the founders of the Network of Intellectuals and Artists in Defense of Humanity, therefore strongly relaunched the Mediterranean Alba project, born ten years ago. This proposal, explained the economist, "comes from afar and has gone through a path made of great debates and struggles". In fact, the deepened, but not determined, crisis of the coronavirus emergency, has highlighted how the breaking of the cage of the European Union is necessary. A break, stressed Vasapollo, which must start from the left, from the excluded and subordinates and that today more than ever is absolutely practicable. In fact, that of the Mediterranean Alba is a functional program to manage this transition phase by promoting a system alternative, which absolutely cannot be done without.

At the beginning of his speech, Vasapollo wanted to remember "not so much the writer, but the rebel, the revolutionary and the guerrilla Luis Sepulveda" who these days "has left us physically". Reading a story by the great Chilean writer, "Story of a snail who discovered the importance of being slow", Vasapollo underlined how it is a beautiful metaphor of the path of struggle that animated and animates the Alba project: "Let's run away, run away - the younger snails exclaimed "- said the economist -" and slowly, very slowly they started the descent. Once back under the calicanthus leaves all the snails looked with respect at the companion who had warned them of the danger and said: 'you were right, you learned a lot in your journey and you will have to guide us in the exodus. Before leaving, you said you wouldn't come back without a name; did you get it? "" You said it before climbing the branches. Rebel, that's what my name is! It is the name that gave me memory! "In this story, Vasapollo explained," memory ", represented by the turtle, symbolizes historical memory. "Rebel" is also "the revolutionary process, slow but inexorable". "Where we will go", on the other hand, "explains the owl, which represents wisdom".

So, from this story, Vasapollo took the cue to speak of "an exodus, a reasoned liberation process or a detachment, as Samir Amin said, an exit. The exit from the European Union ".
First of all, the economist and revolutionary leader wanted to explain the reasons for the crisis: the latter is a systemic crisis, born in the 70s as an overproduction crisis. This led to the formation of a monetary system functional to the financialization of the economy, a subterfuge to keep the profits of private capital high. However, with the end of the Bretton Woods agreements, this process intensified and other currencies were added along with the dollar. As Vasapollo explained, "the composition of monetary reserves has changed a lot in recent years: the Chinese yuan has been added to the dollar and the euro." However, we must ask ourselves what role the euro plays in this financialisation process; the euro, reiterated Vasapollo, is very important for what is the interimperialist competition, in which the countries of Northern Europe also participate.

But "applying the same currency in a context, in which in some countries the accumulation of capital is based on export and in other countries, on the other hand, is based on import, means that monetary policy is absolutely unable to reconciling the priorities of some, such as Germany, Holland, Finland etc., who need a stable currency so as to have long-term accumulation based on exports, and of other countries, which instead need periodic devaluations to facilitate internal adjustment and let's talk about Italy and the PIGS ". This policy based on the euro, in fact, Vasapollo underlined, protects the interests of the strongest at the expense of the weakest, "ie the Mediterranean periphery and Eastern Europe". Another topic, of which the economist spoke, was that of blackmailing public and foreign debt with the political use of public securities, revealing a mechanism that is often overlooked and not highlighted; "The ECB has decided that sovereign bonds must have a higher value in relation to how much the public debt could have been reduced, at the cost of issuing money, to have collateral securities when the central banks ask for liquidity".

In this context, countries "such as Holland, or similar countries, have practiced a public debt reduction policy at the expense of private debt because it suits them. In fact, the destruction of the public has led to the fact that today, in the Netherlands but also in Germany, private pension funds give a higher income than public pension funds ". Precisely for this reason, Vasapollo reiterated, “going to begging at the table of the powerful is of little use, because the debt securities of Southern Europe are those most desired by pension funds and it is the private pension funds of northern Europe that want our government bonds. Nothing is further from the intentions of these euro club members than borrowing costs everyone in the same way. " In fact, “the interest paid by the Mediterranean countries cannot be absolutely reduced to zero because part of our taxes, our workers' taxes, through debt service, must be used to pay pensions for pensioners of the northern countries. This is extremely important not for a war between pensioners, "explained Vasapollo, but to understand what the reality is, beyond the pro-Europeans. Indeed, Northern Europe and Germany want to play a key role in the interimperialist conflict and therefore "the unification of monetary policy" rather than the needs of people "essentially serves to subordinate the accumulation dynamics of the peripheral countries of the South to the division of labor imposed by the Nordic countries, by the European transnational bourgeoisie ".


"It follows", therefore, added Vasapollo, "that PIGS are sometimes reduced to agricultural reserves, sometimes to tourist service reserves or to low value-added service reserves, such as residential services". All the countries of the Mediterranean periphery are therefore subjected to deindustrialisation processes. This determines that, explained the economist and revolutionary militant, even a Keynesian perspective "no longer has a chance" because what was the expansive role of the state was alienated in favor of the dynamics of financial accumulation decided by the countries of northern Europe. In fact, "Germany has transformed the banking crisis into a public debt crisis by forcing other countries to use workers' taxes and taxes to clean up and oxygenate the private financial system." In this way, Vasapollo stressed, Germany, together with the other Nordic countries, "made sure that the tax revenues, primarily those that weigh on the labor factor, were oriented towards paying the commercial debts of the German banks". All this "at the cost of reducing public services, pensions, health" and this, explained the economist, is more evident with the terrible epidemic of the new coronavirus that we are experiencing. “It was a gigantic operation in favor of banks and the banking system and in favor of businesses, not small, but medium-large ones, to transform private debt into public debt, bringing capital into a more serious crisis: from economic crisis private debt "has led to" sovereign public debt crisis ".
Furthermore, "banks and finance take resources away from industrial productive investments". This determines not only an aggravation of the situation for precarious workers, the unemployed and workers, who "are being massacred by this crisis, but also for small entrepreneurs, artisans and traders who will be forced to close their businesses". This process of deindustrialisation, favored by European monetary policies, affects and will mainly affect them. We are facing the transformation "of small savers into indebted consumers through the use of a thousand forms of debt", underlined Vasapollo. We are faced with a "distribution of added value in medium and large capital rents, the transformation of profits into rents which effectively discourages the global propensity for productive investment". "The problem represented by the euro", moreover, "highlights the aggravation of the absence of a policy for expanding the economy".
Therefore, Vasapollo reiterated, "it is unthinkable that an expansive policy can be resumed in the context of existing Community treaties". On the contrary, "State interventionism will be at the service of large private capital, conditioning the market, either through the private allocation of resources or through those that are the main sectors, such as the military". In fact, state interventionism, of which Vasapollo highlighted the new phase at an international level, has a protectionist character, "but of a protectionism that nationalist ideologies hope for an increase in military investments". "The tariff war", in fact, "which has become explicit since 2018, clearly highlights this increase in international tension, with recourse to both protectionism and private statism".

At this stage, added Vasapollo, tremendously marked by the coronavirus emergency, there would be a need for solidarity protectionism to revive an industrial policy "at the service of the people". It is not a question of making revolutions, explained the economist, but of referring to the ventral and fundamental rights of our constitution.
However, this situation of de-industrialization "places PIGS in a new phase of the international division of labor and in the affirmation of a new value production chain. From the epiphenomenon of the crisis of 2007, it is highlighted that the only objective was the rescue of the financial and banking system, raising, on the one hand, the deficit of the southern Mediterranean countries, on the other, discouraging productive investments ". Europe, explained Vasapollo, with the control of the monetary system, the issue of currency, determines a context in which the main objective for the great capitalists is to "capture the financial income".
At the end of his speech, after having ruthlessly analyzed this situation, Vasapollo has enumerated those that can represent, above all in this collapse phase, valid alternatives. First, the economist wondered if it was still possible to consider "the ways of Keynesian reformism". Although "there are also honest proposals, such as that of sustaining consumption, a Keynesian revival of demand, the enhancement of internal capital, limiting the acquisition of foreign capital", all this, explained Vasapollo, is not enough, despite the fact that it is absolutely indispensable, the classic sine qua non condition, to encourage public intervention by the state in the economic system. This is because, he added, the questions that need to be asked are other; what are the interests to be protected? What growth should we talk about? How can inequalities and distribution deficits be bridged?

To solve this problem, Vasapollo explained, it is absolutely necessary to speak of radical reforms; a policy of nationalization of the central bank, part of the banking system and strategic production assets must be put on the agenda and a "dynamic of employment growth" must be restarted. We must not avoid looking at experiences that have shaped the relationship between man and the economy in an alternative key. Vasapollo recalled the NEP, through which Lenin "placed relations with the market but with the problem of accumulation in favor of the public sector at the center". However, "bankruptcies have also been defined as paths to better planning." "The current situation of the Mediterranean periphery can have a development base able to coexist with the market as long as the centrality of public management is not lost". Vasapollo also listed other "experiments" and "examples" of planning, which have had extraordinary successes, such as those of Alba in Latin America, and the experiences of the socialist transition of Cuba and China.
Another theme, which was at the center of Vasapollo's appeal, was that of political subjectivity, which the scholar identified in the ability to politically direct a "new social bloc, which groups all subordinates together in grams, to build a new hegemony ". Only this new social bloc, in which all those excluded from financialisation and capitalist barbarism participate, which declines in a historical bloc that will favor the construction process of the Mediterranean dawn. To put this transition into practice, however, Vasapollo explained, it will be necessary to start from the concrete example of Cuba, and of all those countries that have escaped the dictatorship of the euro and the dollar. "By bypassing these imperial currencies, these realities, such as Iran, Russia, China and Venezuela, beyond Cuba, have eased the pressure of transnational and not only financial capital, which wants to control global politics."

Vasapollo made explicit reference to breaking down all the blocks and sanctions against Cuba, Venezuela, Palestine, Iran, what the empire calls rogue states only because they want to self-determine themselves outside the logic of imperial domination, from war policies in all respects . "We must also," he added, "completely rethink the monetary payment system, which, rather than on values of social massacre focused on financial principles, should be based on political and social values; that is the values of socio - eco compatible production, productions with social utility, accumulation in favor of workers, reciprocity, cooperation and solidarity, complementarity, which do not have empty rhetorical and humanistic aspects, but represent objectives to use the resources of the various countries to mitigate existing imbalances with solidarity cooperation and socio - productive complementarity ".

Today, concluded Vasapollo, we are in a position to present a concrete alternative economic political program. The emergence of a more democratic context of unipolarism, in a new and balanced solidarity multicentrism, poses the objective conditions for the creation of the Euro-Afro Mediterranean Dawn. Looking at those models that have put into practice experiments with anti-imperialist connotations and active complementarity, it is possible, said the economist, to put the breaking of the cage on the agenda. An alternative system to the euro is not so desirable, but absolutely necessary it is possible
In addition, added Vasapollo, there is a question of eco-social sustainability that can no longer be postponed as shown by the social and health crisis associated with the coronavirus epidemic. The capital / environment conflict highlights the fragility and irrationality of our accumulation system. "Nature rebels against the barbarism of profit and the market without any regulation by the state." Anyone who puts himself in a serious perspective must realize that if the capitalist framework of accumulation is not questioned, he will not get out. "You can't get out of it." "To defend subordinates, to defend workers, the parameters imposed by the neoliberal and imperialist European Union must be put into deep discussion. It is essential to recover spaces of popular sovereignty ". However, to do this, concluded Vasapollo, we must transcend economism "with the disruptive force of the class struggle. Develop participatory democracy, challenge the logic of the market with living examples of planning and economics at the service of the people ".
Therefore, the Alba Euro Mediterranea project, to which Vasapollo likes to add the adjective of Afro to remember the importance of our African brothers in this process, must pose the problem of the "transition towards a public economy with market elements ". An economy "with" the market and not an economy "for" the market and which immediately directs the transition processes towards socialism. If you want to do this, he added, "no mediation with the euro system is conceivable". "The southern Mediterranean countries must place themselves on another terrain which is that of abandoning the world company as dear Hosea Jaffe said". It is therefore necessary to nationalize the banks and break with the logic of financial capital, subjecting the economy to the only valid criterion: that of the public economy with social and ecological sustainability. All this can be achieved, concluded Vasapollo, preventing capital flight and nationalizing strategic sectors.
"The other" rebel "snails tell him; "You kept your word, you brought it to the land of dandelion", concluded Vasapollo reading the story of Sepulveda. "Yes. Responds. In reality, the land of a lion ", which could mean the new Mediterranean Sunrise," is within us ".

Nazareno Galiè

www.farodiroma.it/lalba-euro-afro-mediterranea-per-rompere-la-gabbia-della-ue-e-costruire-la-nuova-futura-umanita-vasapollo-rilancia-la-sfida/

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