LA GRANDE ABBUFFATA - SCHEDA DI FORMAZIONE SULLE PRIVATIZZAZIONI

I nodi al pettine

La crisi di Alitalia a soli cinque anni dalla sua cessione ai soci privati della CAI, la contestuale vicenda della svendita di Telecom alla spagnola Telefonica, così come il nuovo pacchetto di privatizzazioni annunciato dal Governo Letta (Eni, Poste, Rai, Fincantieri e Terna) hanno riacceso i riflettori sulle vicende lontane e più recenti dei processi di privatizzazione in salsa italiana. E’ utile fare il punto su questo processo partito alla fine degli anni ’80 e portato avanti fino ad oggi con convinzione dai vari Governi di centrodestra e di centrosinistra degli ultimi venticinque anni.

La condanna dell’economia italiana

In Italia, a partire dagli anni 30 e con una ulteriore spinta nel dopoguerra, l’intervento pubblico in economia ha caratterizzato il nostro paese rispetto al resto dei paesi europei. La forte presenza dello Stato e del pubblico in generale nell’economia rispondeva anche all’esigenza di compensare o addirittura di sostituire in alcuni casi l’economia privata (caratterizzata da una parte dalla diffusione delle imprese di piccole dimensioni e dall’altra da un capitalismo di tipo familistico) ma anche di svolgere un ruolo di “ammortizzatore” sociale e politico delle rivendicazioni del movimento dei lavoratori. Ruolo che viene mantenuto fino agli anni ‘80 quando viene invece avviata la riduzione della presenza dello “Stato imprenditore”, e tutto questo insieme ad un vasto processo di privatizzazione e di aziendalizzazione dello stesso welfare pubblico.

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