“Allerta che cammina la spada di Bolivar”. Con le vittorie alle presidenziali in Bolivia e Argentina “torna il grido di Bolivar per l’America Latina. E potrebbe svegliare anche la sinistra italiana battuta dal signor Salvini”

(intervista a Luciano Vasapollo di G. Amadio) Faro di Roma

28/10/2019

“L’ondata che per molti era chiusa definitivamente, l’ondata progressista, l’ondata democratica di base rivoluzionaria invece riprende alla grande in America Latina, con le nuove vittorie elettorali in Argentina e Bolivia”. Lo sottolinea l’economista Luciano Vasapollo, delegato del rettore dell’Università La Sapienza di Roma e membro della segreteria delle Rete dei Comunisti. “Quella di Morales – spiega a FarodiRoma – è una grandissima vittoria, una vittoria sentita, travagliata, perché chiaramente si sono innescati processi e tentativi di disconoscere il voto e quindi di colpo di stato”.

“Non dimentichiamo – sottolinea Vasapollo – che in Bolivia per lungo tempo la destra golpista ma anche quella, diciamo l’internazionale nera, ha avuto un grande ospitalità e quindi ci sono radici, c’è un’oligarchia in Bolivia che è molto potente e non è lotta di classe, è una condizione di lotta perché la Bolivia è un paese pieno di risorse primarie non solo il metano, non solo il gas ma anche il litio ma anche l’argento, anche l’oro e non solo. Come in Venezuela per il petrolio, lì la guerra è l’accaparramento da parte dell’oligarchia e ovviamente da parte degli Stati Uniti. Inoltre la Bolivia è ambita anche perché rompere oggi l’egemonia progressista democratica rivoluzionaria di Evo Morales in Bolivia significava poter dare un colpo tremendo anche a Cuba e Venezuela che stanno soffrendo in una maniera incredibile di quello che è appunto il blocco e quindi significava creare una condizione tremenda”.

Secondo l’economista, “purtroppo i tentativi di golpe, i tentativi di sommosse di creare clima di guerra civile in Bolivia non saranno mai finiti e per cui bisogna stare attenti e in allerta per difendere le conquiste popolari e per difendere allo stesso tempo le risorse che sono né più e né meno che risorse che sono ricchezza sociale del popolo quindi devono essere utilizzate all’interno del Venezuela all’interno della Bolivia”.

Quanto alla “grande vittoria in Argentina del peronismo di sinistra, del peronismo progressista, non dimentichiamo – raccomanda Vasapollo – che noi abbiamo sempre appoggiato Cristina, anche in passato, contro alcune idiozie di una parte della sinistra europea eurocentrica, euroccidentalcentrica e del colonialismo culturale”.

“Cristina Kirkner – sottolinea Vasapollo – ha avuto un ruolo e tutto il kirkenismo ha avuto un ruolo fondamentale, non solo in Argentina, ma per l’America Latina, un ruolo progressista che appoggia a scudo l’Alba, che appoggia Cuba e Venezuela. Mentre la Bolivia, con ricette politico-economiche di nazionalizzazioni, è contro il Fondo monetario internazionale e quindi si tratta di ingaggiare una battaglia diretta contro i poteri degli Stati Uniti e contro il colonialismo statunitense”.

Il ruolo della sinistra italiana

Riferendosi alla vittoria odierna del “signor Salvini”, Vasapollo nota che quanto accaduto in Argentina, paese molto vicino all’Italia per ragioni culturali e storiche, “significa che, dopo il fascista lobbista dell’oligarchia Macrì, con la parola che ritorna ovviamente al popolo, torna in gioco anche il ruolo e le responsabilità internazionale della sinistra italiana, dai partiti ai media, Manifesto compreso”. “Non ho dubbi – spiega il professore – nel vedere nuovamente subalternità alla preparazione di una nuova “guerra umanitaria” al servizio di un sempre più cinico e inumano capitalismo”.

“In Italia – denuncia l’economista comunista – alla sinistra eurocentrica e colonizzatrice non interessano più gli investimenti sociali, nella sanità, nell’istruzione, sulle abitazioni e nelle politiche pubbliche sulle risorse che hanno caratterizzato Chavez, Maduro e il Venezuela o le rivoluzioni e i processi progressisti in America Latina, ma si piega alla logica delle democrazie occidentali. In queste prevalgono la ricerca dei profitti e la proprietà privata, gli unici investimenti sui quali non si alza mai veramente la voce sono quelli a carattere militare. Vedo, sempre più una sinistra eurocentrica e sempre più filo imperialista, con partiti e stampa schierati per l’ennesima guerra umanitaria, l’ossimoro e l’ambiguità che abbiamo vista all’opera in questi venti anni”.

E così “anche i media più vicini alla sinistra dimostrano continuamente dove questa stia andando. Parlano di unità della sinistra, magari per andare insieme alle elezioni europee, ma poi perfino giornali rappresentativi come il Manifesto, sono incapaci di giustificare il rovesciamento del diritto internazionale, sfruttando il discorso del cosiddetto diritto umanitario per legittimare un’eventuale invasione del Venezuela”.

Papa Francesco unica eccezione

“Da laico e marxista devo ammettere – continua il professor Vasapollo – che il Papa sembra essere diventato l’unica istanza internazionale e morale che si oppone alla borghesia transnazionale delle multinazionali delle armi e del petrolio. L’unico che alza la voce in difesa dell’indipendenza dei popoli, come ha fatto con l’appello per il dialogo in Venezuela chiedendo anche alla destra di essere per il confronto democratico e esprimersi”.

Mentre “le destre venezuelane, così come l’opposizione di Carlos Mesa in Bolivia, sono eterodirette dagli Stati Uniti e dalle multinazionali del petrolio. E non vogliono il dialogo nè la pace. Vogliono prendere il potere con la forza, come hanno tentato varie volte dal 2002 ad oggi in Venezuela e come hanno ripetutamente fatto in tutta l’America Latina per secoli. Il colonialismo, insito nella dottrina Monroe, continua a guidare le scelte del regime di Washington qualunque sia il presidente di turno, ma ormai ispira anche l’Unione Europea. Le destre non vogliono il dialogo, o meglio non possono perché gli Stati Uniti devono mettere a Caracas un nuovo governo fantoccio con la violenza o un colpo di Stato”.

E, rileva ancora Vasapollo, “l’attacco arriva dall’esterno e all’interno si serve di personaggi disposti a tradire gli interessi del proprio Paese. Il petrolio e le altre ricchezze naturali del Venezuela sono il movente di quello che sta accadendo attraverso una strategia di disinformazione e strumentalizzazione appoggiata dal sistema dei media. All’origine degli attacchi al Venezuela – che sono sostenuti con una impressionante strategia mistificatrice dai principali mass media anche in Italia – c’è la ricchezza delle riserve petrolifere del Venezuela che Chavez ha restituito al popolo venezuelano sottraendolo alle multinazionali”.

“Il Venezuela di Chavez e Maduro non ha mai invaso o bombardato altri popoli, non ha basi militari distribuite in tutto il mondo, né ha mai posto in essere una minaccia contro qualsiasi Stato”, tiene a ricordare Vasapollo.

E se “l’attacco all’autodeterminazione dei popoli, alla sovranità popolare, oggi viene – oltre che dalle forze reazionarie, dalle multinazionali e dentro una feroce competizione interimperialista – anche dagli organi di informazione della sinistra, tra i paesi che si sono accodati nell’Unione Europea nella vergognosa presa di posizione di Spagna, Francia e Germania, ci sono l’Austria e gran parte di quei paesi dell’est europeo che vengono definiti sovranisti, tutti amici di Salvini”.

“Vorrei essere chiaro su un punto: il Venezuela – scandisce Vasapollo – sarà uno spartiacque politico decisivo. Da una parte si sta con il multilateralismo, la sovranità dei popoli, l’autodeterminazione e la ricerca di un modello di convivenza pacifica tra le nazioni; dall’altra si sta con l’imperialismo criminale del neo-liberismo, con le guerre e con l’1% della popolazione mondiale che affamerà sempre di più la restante parte del pianeta. La sinistra in Italia e in Europa si assuma questa responsabilità. Se si vuole un atto veramente serio verso l’informazione, verso l’autodeterminazione e il rispetto tra i popoli, occorre rispondere a chi chiede l’unità della sinistra che questa si deve basare su concetti seri di democrazia reale e di contrasto frontale alle ingerenze imperialiste in Venezuela e in altri paesi”.

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29 ottobre 2019
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